sabato 27 ottobre 2007

L'Unità nelle mani dell'editore di Libero

l' Unità (www.unita.it) sta per avere un nuovo editore. E' di ieri la notizia che sarà di fatto concluso, entro breve, un accordo con la famiglia Angelucci. Una salvezza per il giornale. Ma un'ombra inquietante sul suo destino quantomeno politico. Angelucci: un nome, un programma, per l'Unità. Come dimenticare che questa esuberante famiglia di imprenditori e possessori di cliniche ed ospedali, non è la prima volta che si trova fra gli azionisti del quotidiano fondato da Antonio Gramsci. Gli Angelucci erano quelli che stavano nella Uem -la società che crocifisse l'Unità nel 2000- con un decoroso 20% e che poi, in zona Cesarini, si sfilarono all'inglese prima della debacle totale e senza aver ottenuto quello che, all'epoca, si diceva fosse il vero interesse della loro società, la Tosinvest: un accordo con la Regione Lazio per l'Ospedale San Raffaele. L'accordo venne concluso in seguito, quando alla Regione c'era Storace, e gli Angelucci si erano da poco comprati Libero. Già, proprio il quotidiano diretto da Vittorio Feltri. Il che ci porta a fare subito una prima amara considerazione. In questo paese, la cui vera anima è manifestamente cerchiobbottista, è possibile essere proprietari di due quotidiani con linee editoriali opposte (gli Angelucci hanno anche il Riformista , ma lì siamo almeno ad un quarto grado di parentela con l'Unità!) e vivere sereni, senza che nessuno ne rimanga stupito. Eppure tutti sanno che entrare nel mondo della carta stampata e fare un quotidiano non è il massimo del business. Devi metterci dentro un bel po' di chincaglieria per poter fatturare qualcosa di decente in edicola. Quindi il fine non è trarre profitto dalla carta stampata ma da altro. L'Unità non naviga nella pubblicità. Resta la politica. Veltroni non ha mai avuto un buon feeling con questa intraprendente società di "ospedalieri". Non sappiamo se lo abbia avuto, questo feeling, con l'Unità dopo averne lasciato la direzione. Certo è che da un po' di tempo, sull'onda di un perdita rilevante di vendite, considerando la difficoltà degli azionisti a reperire nuove somme, ma, molto più prosaicamente, avendo Veltroni totale ed incontrastato appoggio da uno dei maggiori organi di informazione, La Repubblica, i beni informati raccontano che il nuovo segretario del Pd non sapesse che cosa farne del quotidiano ex Ds. Comunque dopo la notizia dell'acquisto da parte degli Angelucci, qualche molla è scattata nel riflessivo Walter che deve aver colto il paradosso in cui rischia di cadere se il giornale di Gramsci condivide l'editore con il giornale di Feltri. E pare che si sia prodigato nel rassicurare gli amici del giornale che è tutto sotto controllo. Quindi tornano gli Angelucci. Prendendosi questa volta una bella fetta (si dice l'84%) della società AD, azionista di maggioranza della Nie, società editrice del quotidiano. Per farne che?
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Fonte: Liberazione

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