mercoledì 3 ottobre 2007

Disinformatjia

Due fra le notizie taciute di oggi.

La "buona": Tre agenti di Ps sono indagati per omissioni d'atti d'ufficio e falsi nella conduzione dell'inchiesta sulla morte di Federico Aldrovandi, il diciottenne morto durante un intervento di polizia il 25 settembre del 2005. Per quella morte altri quattro poliziotti saranno processati il 19 ottobre a Ferrara per eccesso colposo. Della vicenda ora si occuperà anche Amnesty International. Lunedì prossimo, ha spiegato la madre di Aldrovandi Patrizia Moretti, due rappresentanti da Londra arriveranno nella città emiliana per incontrare la famiglia del ragazzo. "Questa inchiesta, e le accuse mosse ai tre nuovi poliziotti indagati, confermano i pesanti dubbi che abbiamo sempre avuto sulla correttezza dell'indagine nella sua prima fase" ha detto la mamma di Federico. L'indagine 'bis' sulla vicenda, aperta dalla procura di Ferrara, si riferisce alla prima parte dell'indagine sulla morte. I tre nuovi indagati avrebbero avuto ruoli diversi: il primo era il responsabile della centrale operativa del 113 la mattina della morte del ragazzo, e segnò nei brogliacci, in due pagine diverse, di cui una cancellata, due orari diversi di intervento della prima volante sul luogo del fatto, ritardandolo di cinque minuti. Il secondo indagato era il dirigente dell'Upgsp (il '113') dell'epoca, mentre il terzo è un ispettore della polizia giudiziaria, all'epoca in servizio in Procura, che fu il più stretto collaboratore del pm che seguiva in un primo momento l'inchiesta, il sostituto Mariaemanuela Guerra (che si poi astenne per motivi personali di incompatibilità). Da un anno e mezzo a condurre la prima e anche l'inchiesta-bis e' il pm Nicola Proto.

La "cattiva": Il presidente George W. Bush ha usato oggi il suo potere di veto, per la quarta volta da quando è alla Casa Bianca, per bloccare una legge approvata dal Congresso che estende l'assicurazione medica dei bambini. La legge era stata approvata con un voto bipartisan ed ha abbastanza sostegno al Senato per superare il veto presidenziale (occorrono i due terzi dei voti) mentre alla Camera la situazione è più incerta. Il veto di Bush è giunto con il minimo di pubblicità possibile perché si tratta di un tema delicato e la decisione del presidente potrebbe danneggiare i repubblicani nelle prossime elezioni.

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